Comunicato stampa
30.08.2022

Ben posizionate, le banche affrontano un terreno incerto sul piano economico e politico

L’ASB pubblica il Barometro bancario 2022
  • Nel 2021 l’andamento degli affari delle 239 banche attive in Svizzera è stato favorevole. Il progressivo allentamento delle misure adottate per contrastare la pandemia da COVID-19 si è tradotto in una forte ripresa economica e in un aumento dei livelli occupazionali.
  • Il risultato operativo aggregato delle banche è cresciuto nel 2021 dell’1,4% a CHF 70,9 miliardi, raggiungendo il livello più elevato dallo scoppio della crisi finanziaria. Il risultato da operazioni in commissione e da prestazioni di servizio è infatti migliorato grazie all’andamento positivo delle borse.
  • A fine 2021 la somma di bilancio di tutte le banche ha evidenziato una crescita del 3,5% a CHF 3587,8 miliardi.
  • I patrimoni amministrati hanno fatto registrare un netto miglioramento del 12,1%, con una crescita in egual misura dei patrimoni dei clienti nazionali ed esteri. Anche lo scorso anno la Svizzera si è riconfermata il leader assoluto di mercato nel campo della gestione patrimoniale transfrontaliera.
  • Per la seconda volta consecutiva, nel 2021 l’occupazione nel settore bancario ha evidenziato una lieve crescita (+619 equivalenti a tempo pieno).
  • Nel primo semestre 2022 il contesto operativo è stato caratterizzato da un clima di forte incertezza e, di conseguenza, i patrimoni gestiti hanno accusato una sensibile contrazione. Il trend di crescita per le ipoteche resta stabile, per quanto con l’inversione di rotta dei tassi il margine d’interesse lordo sia migliorato.
  • I livelli occupazionali nelle banche hanno registrato un’ulteriore lieve crescita e, secondo il sondaggio dell’ASB, anche la previsione sino a fine 2022 risulta positiva. 

In Svizzera nel 2021 è stato possibile allentare progressivamente le misure adottate nell’ambito della pandemia da COVID-19, con una contestuale forte ripresa economica e un calo del tasso di disoccupazione. Questo scenario si è pertanto tradotto con un miglioramento della situazione operativa delle 239 banche attive in Svizzera a fine 2021, le quali hanno conseguito una crescita dell’1,4% del risultato operativo aggregato a CHF 70,9 miliardi.

Le operazioni su commissione e da prestazioni di servizio superano le operazioni su interessi come volano dei risultati operativi

Nel 2021 a fungere da motore principale per l’andamento positivo sono state le operazioni su commissione e da prestazioni di servizio, che grazie al forte aumento dei prezzi dei valori mobiliari hanno migliorato il proprio risultato a CHF 25,5 miliardi (+10,9%). Per la prima volta dal 2015 le operazioni su commissione e da prestazioni di servizio sono tornate a essere l’ambito operativo più rilevante delle banche in Svizzera in termini di risultato operativo. Nelle operazioni su interessi, preminenti negli scorsi anni, il risultato è cresciuto dello 0,8%, mentre nelle attività di negoziazione il risultato ha accusato una netta flessione del -29,4% dopo un formidabile 2020.

In termini di redditività, l’utile lordo generato nel 2021 dalle banche in Svizzera con le loro attività operative è cresciuto del 3,1% grazie a un andamento stabile degli oneri operativi. Nello stesso anno, le banche hanno versato imposte per CHF 2,6 miliardi (+38,8%). 

Forte aumento dei mezzi liquidi, i crediti ipotecari restano la posizione attiva maggiore

A fine 2021 la somma di bilancio di tutte le banche evidenziava una crescita di un ulteriore 3,5% a CHF 3587,8 miliardi. Con un progresso dell’11,1%, pari a CHF 76 miliardi, sul lato degli attivi sono stati i mezzi liquidi a mettere a segno la crescita maggiore in termini di importo. Questo andamento è riconducibile tra l’altro alla normativa di Basilea III in materia di liquidità e al contesto caratterizzato da bassi tassi d’interesse. Con una quota del 31,6% sul totale degli attivi, i crediti ipotecari rimangono la posizione attiva maggiore delle banche in Svizzera. Nel 2021 le banche hanno registrato una crescita del 3,4% del volume dei crediti ipotecari, saliti a CHF 1134,9 miliardi.

Inversione di tendenza per i depositi a termine nonostante una crescita ininterrotta dei depositi a vista

Sul lato delle passività dei bilanci dominano gli impegni risultanti da depositi della clientela, con una quota del 57,7%. L’ulteriore crescita di questa posizione è riconducibile all’aumento di circa il 10% dei depositi a vista e a termine e quindi a una quota di risparmio ancora straordinariamente elevata. L’incremento dei depositi a termine rappresenta tuttavia un’inversione di tendenza rispetto agli scorsi dieci anni: tra il 2011 e il 2021, in un contesto caratterizzato da tassi d’interesse molto bassi, la percentuale di questi depositi rispetto al totale delle passività è scesa dal 12% al 7%, mentre quella dei depositi a vista è cresciuta dal 22,9% al 35,7%.

Forte aumento dei patrimoni gestiti

Nel 2021 i patrimoni gestiti hanno fatto registrare un notevole progresso del 12,1% a CHF 8830,3 miliardi. In tale contesto, i patrimoni dei clienti nazionali ed esteri sono cresciuti in eguale misura. Il volano principale di questa tendenza è il forte aumento delle posizioni in titoli nei depositi dei clienti presso le banche (+14,3%). Negli ultimi dieci anni gli istituti hanno incrementato il volume dei patrimoni gestiti del 68%, sebbene la quota di averi dei clienti esteri abbia fatto registrare una lieve flessione, tra l’altro a seguito della rivalutazione del franco svizzero.

Numero degli occupati presso le banche in aumento per il secondo anno consecutivo

Nonostante il proseguimento del consolidamento del settore, il numero di occupati presso le 239 banche attive in Svizzera è cresciuto di 619 equivalenti a tempo pieno a 90 576,6 unità. Appare tuttavia ancora piuttosto prematuro parlare di un’inversione di tendenza. Negli anni a partire dal 2013 il numero degli occupati presso le banche era sceso in maniera costante a seguito di fattori quali il consolidamento del settore, l’inasprimento del quadro normativo e la delocalizzazione di varie attività.

Grandi incertezze nel primo semestre 2022

Nel primo semestre 2022 il contesto operativo delle banche è stato caratterizzato da notevoli incertezze: elementi quali l’aumento dei rischi geopolitici (non da ultimo a causa della guerra in Ucraina), le distorsioni nelle catene di approvvigionamento, l’aumento dei tassi d’inflazione e il ritorno a una politica monetaria più restrittiva si sono già tradotti in marcate correzioni sui mercati azionari. Nei primi cinque mesi del 2022 i patrimoni amministrati dalle banche in Svizzera sono pertanto diminuiti del 4,4%. A maggio 2022, la somma di bilancio di tutte le banche evidenziava un progresso dell’1,3%. Sul lato degli attivi è stato registrato un aumento soprattutto per i crediti risultanti da operazioni di finanziamento di titoli e per gli altri attivi. Le posizioni di negoziazione in titoli e metalli preziosi hanno invece registrato un forte calo. Sul lato dei passivi, dopo la svolta dei tassi d’interesse è proseguita l’inversione di tendenza a favore dei depositi a termine, cresciuti del 10,9%; per contro, i depositi a vista sono scesi dell’1,4%. Il trend di crescita per le ipoteche resta stabile, per quanto con l’inversione di rotta dei tassi il margine d’interesse lordo sia migliorato. I livelli occupazionali presso le banche hanno evidenziato un ulteriore lieve miglioramento anche nel primo semestre del 2022. Secondo il sondaggio sull’occupazione condotto dall’ASB, anche le previsioni delle banche in una prospettiva di breve periodo appaiono positive.

Riforma dell’imposta preventiva: con l’aumento delle asperità sul piano economico e geopolitico, l’approvazione alle urne è ancora più essenziale

Nello scenario attuale, le aziende svizzere possono finanziarsi attraverso il mercato dei capitali nazionale soltanto a condizioni poco favorevoli e per questo preferiscono spesso rivolgersi ai mercati esteri. Qualora la popolazione svizzera dovesse respingere la prevista riforma dell’imposta preventiva in occasione del referendum del 25 settembre 2022, questa tendenza sarà destinata a rafforzarsi ulteriormente di pari passo con il progressivo aumento dei tassi d’interesse e quindi dei costi del capitale. Proprio in un contesto economico e geopolitico caratterizzato da una notevole incertezza sarebbe opportuno e vantaggioso riportare in Svizzera i volumi d’affari persi a favore delle piazze estere, con un conseguente aumento anche dei posti di lavoro e del gettito fiscale. La riforma dell’imposta preventiva consentirà quindi un rafforzamento della concorrenzialità della piazza svizzera sul piano produttivo, finanziario e della ricerca.

Il Barometro bancario

Il Barometro bancario, pubblicato con cadenza annuale dall’ASB, contiene una sintesi dei principali parametri e sviluppi della piazza bancaria elvetica. Il documento si basa sulle cifre della Banca nazionale svizzera (BNS) e sui risultati emersi dai sondaggi condotti direttamente presso gli istituti membri dell’ASB. Analogamente all’anno precedente, lo studio è stato allestito come pubblicazione web interattiva e di agevole lettura. Il Barometro bancario verrà presentato ai media in data odierna alle ore 9.00 da Martin Hess, Responsabile Politica economica e monetaria, in occasione di una conferenza stampa a Zurigo e in modalità virtuale. La documentazione completa, corredata da ulteriori cifre e fatti, è disponibile sulla nostra homepage.

L’Associazione svizzera dei banchieri (ASB)

Nella sua veste di associazione di categoria nonché di alfiere e portavoce delle banche, l’Associazione svizzera dei banchieri concentra il proprio impegno sul conseguimento di condizioni quadro ottimali per la piazza finanziaria elvetica. L’ASB rappresenta gli interessi del mondo bancario nei confronti di esponenti del settore economico, politico e governativo, come pure verso le autorità di vigilanza. L’Associazione mira a promuovere mercati aperti, ampi margini di manovra sul piano imprenditoriale e condizioni concorrenziali eque. Nel suo ruolo di centro di competenza, diffonde know-how specialistico rilevante in ambito bancario e si impegna costantemente a favore di tematiche rivolte al futuro. Fondata nel 1912 a Basilea, oggi l’ASB conta nelle proprie fila come affiliati circa 270 istituti e 12 000 persone.

Economia

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