Le banche svizzere ottengono un giudizio prevalentemente positivo; le banche di riferimento riconfermano il ruolo di ancora di fiducia
Il recente sondaggio di opinione «Monitor bancario» condotto dall’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) sulla piazza bancaria elvetica evidenzia che l’interesse per le questioni economiche ha toccato un massimo storico e che gli istituti finanziari si riconfermano uno dei rami economici di maggiore rilievo del Paese. La percezione della popolazione verso le banche resta caratterizzata da un atteggiamento sostanzialmente positivo. In particolare, viene riconosciuto il loro contributo all’economia e al benessere, nonché il ruolo di pilastro della stabilità. Anche il rapporto personale con la propria banca di riferimento è vissuto in modo decisamente favorevole. Allo stesso tempo va acquisendo rilevanza la percezione critica che le banche attribuiscano una priorità eccessiva al proprio profitto rispetto alla responsabilità verso la società e che agiscano in modo troppo poco sostenibile.
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Con una quota dell’82%, l’interesse della popolazione per le tematiche economiche e finanziarie ha raggiunto nel 2025 un livello record. Le banche, al pari dell’industria farmaceutica, sono considerate dal 93% delle persone intervistate tra i settori portanti del tessuto economico svizzero. L’atteggiamento generale nei confronti degli istituti finanziari elvetici appare tuttavia improntato a una maggiore cautela rispetto al non lontano 2021, in piena pandemia da coronavirus: oggi il 53% attribuisce alle banche un giudizio positivo, facendo sì che la fiducia si collochi comunque di nuovo sul livello antecedente alla crisi finanziaria del 2008. In questo contesto si riscontrano nette differenze tra i diversi gruppi di popolazione: le persone più anziane, quelle di lingua tedesca e italiana così come le elettrici e gli elettori dei partiti borghesi hanno verso le banche un atteggiamento nettamente più positivo rispetto alle persone più giovani, francofone o con un orientamento politico verde o di sinistra.
Le banche apportano un contributo centrale al benessere e alla stabilità
La percezione della popolazione verso le banche svizzere resta caratterizzata da un atteggiamento sostanzialmente positivo: la loro importanza a livello economico e sociale, il loro contributo al benessere e il loro ruolo di pilastro per la stabilità sono ampiamente riconosciuti. Ad essere apprezzati in particolar modo sono l’affidabilità, il ruolo di datore di lavoro di rilevanza primaria e il sostegno fornito alle PMI nelle questioni di finanziamento.
Vi sono tuttavia aspetti che intaccano l’immagine del settore: le perplessità si concentrano soprattutto sulla percezione che le banche diano maggior peso al proprio profitto rispetto alla responsabilità sociale. Anche i dubbi circa l’impegno effettivo a favore della sostenibilità offuscano sempre più il quadro generale.
Le banche di riferimento si riconfermano come un’ancora di stabilità
Il giudizio circa la propria banca risulta molto positivo: l’83% delle persone interpellate si dice soddisfatto dell’istituto di riferimento. Nel corso degli anni, il rapporto personale con la banca di fiducia resta quindi stabile e improntato alla collaborazione. Ad essere particolarmente apprezzati sono fattori come le prestazioni erogate, l’affidabilità, la credibilità e la sicurezza, mentre il tema della sostenibilità perde sempre più rilevanza anche nel rapporto diretto con la banca di riferimento. La critica verso elementi quali una mentalità eccessivamente incentrata sul profitto, la sostenibilità insufficiente o comportamenti scorretti del passato è rivolta non tanto al proprio istituto di fiducia, quanto piuttosto alla piazza bancaria nel suo complesso.
Competitività sotto pressione nonostante i forti vantaggi di localizzazione
Il 91% delle persone consultate ritiene importante la competitività internazionale della piazza finanziaria svizzera. Al contempo, la valutazione della posizione attuale si è deteriorata a seguito degli sviluppi sul piano geopolitico e normativo: soltanto il 27% degli intervistati considera le banche svizzere più competitive rispetto alla loro concorrenza internazionale. I principali vantaggi di localizzazione continuano a essere la stabilità politica ed economica, l’elevato livello della formazione e la tutela della sfera privata finanziaria. La qualità del servizio fornito e la sostenibilità perdono invece rilevanza. La maggioranza delle persone consultate si attende un ulteriore inasprimento della pressione globale e una maggiore difficoltà nella difesa dei vantaggi di localizzazione attuali.
Sostenibilità: da vantaggio di immagine ad area di potenziale criticità
Rispetto agli scorsi anni, le banche svizzere perdono slancio sul versante della sostenibilità ecologica. Soltanto una maggioranza esigua delle persone consultate (52%) ritiene che gli istituti finanziari agiscano oggi in modo più sostenibile rispetto a cinque anni fa. La sostenibilità si sta quindi evolvendo sempre più da un vantaggio d’immagine a un ambito di percezione critico, che contribuisce a un giudizio complessivo più negativo delle banche stesse.
La digitalizzazione resta un’opportunità, ma richiede regole e standard di sicurezza ben chiari
La digitalizzazione del settore finanziario continua a essere vista prevalentemente come opportunità (65% di giudizi favorevoli), per quanto con un atteggiamento nettamente più cauto rispetto alle rilevazioni precedenti. I guadagni di efficienza e il miglioramento dei servizi ottengono congrui riconoscimenti, ma allo stesso tempo crescono le preoccupazioni per i rischi legati alla sicurezza, per la perdita di posti di lavoro e per la riduzione dei contatti personali con la clientela. L’impiego dell’intelligenza artificiale rafforza questa ambivalenza. La digitalizzazione resta pertanto un elemento accettato, ma è subordinato in misura maggiore a precise condizioni. Risultano centrali la creazione di competenze, gli elevati standard di sicurezza e le regole chiare al fine di rafforzare la fiducia in una prospettiva di lungo termine.