Dietro le voci: come nasce un episodio del podcast
Dalla selezione dei temi fino alla pubblicazione: dietro le quinte, ogni puntata del podcast The River prende vita grazie a un intenso lavoro di squadra.
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Quando nello studio podcast di Life Fabrik a Rüschlikon si accende la luce, viene illuminato uno spazio sorprendentemente sobrio, puramente funzionale: un tavolo ovale nero, tre grandi microfoni al di sopra, diversi treppiedi con videocamere e, tutt’intorno, tende nere. Eppure, proprio qui trova la propria genesi qualcosa che in seguito sarà ascoltato da un’ampia platea di pubblico: un nuovo episodio del podcast The River.
Il lavoro su una nuova puntata non inizia tuttavia in studio, bensì molte settimane prima. Dagmar Laub, responsabile Comunicazione e Public Affairs presso Swiss Banking e responsabile della campagna The River, discute con cadenza regolare con il proprio team in merito a possibili temi e ospiti. «Ci chiediamo come possiamo trasmettere al grande pubblico il concetto di utilità delle banche», afferma. «E, ovviamente, come farlo in modo comprensibile, elettrizzante e anche coinvolgente sul piano emotivo».
Per ottenere un simile risultato non esiste un processo standard predefinito. Il team discute le idee, valuta possibili ospiti e, di pari passo, intrattiene anche un confronto costante con i membri dell’associazione. «A volte lo spunto per una puntata parte dal tema, altre volte da un ospite interessante», spiega Dagmar Laub. In tutto questo, anche un buon intuito gioca un ruolo determinante. «Nella Svizzera romanda sono rilevanti temi in parte differenti, di cui teniamo opportunamente conto con i nostri episodi in francese, registrati in uno studio a Ginevra con Carine Riell nel ruolo di moderatrice».
Una volta definito il tema, si svolgono colloqui preliminari con gli ospiti e sulla base degli elementi raccolti viene allestita una sintesi per le moderatrici. «Questi briefing fungono da base per la preparazione autonoma: oltre a Carine a Ginevra, per l’edizione in lingua tedesca abbiamo la nota giornalista economica Carolin Roth». A partire da questo punto, la responsabilità dei contenuti passa alle moderatrici, che hanno piena libertà redazionale. Questo approccio è stato fin dall’inizio un elemento centrale del progetto: «Il podcast deve lasciare spazio al confronto», spiega Dagmar Laub. «Vogliamo ospiti interessanti che abbiano qualcosa da dire. Vogliamo ascoltare opinioni diverse».
La registrazione vera e propria dura complessivamente circa due ore, comprensive di trucco, preparativi tecnici e conversazione vera e propria. Sul posto operano tre tecnici: una persona controlla le registrazioni audio, un’altra si occupa delle riprese video. Infatti, sebbene la parte di gran lunga maggiore del pubblico ascolti il podcast in formato audio, Swiss Banking investe notevoli risorse affinché anche il video sia realizzato con la massima qualità. «Il filmato, o meglio alcune brevi sequenze tratte da esso, sono molto importanti per la promozione e la diffusione sui canali dei social media», spiega Dagmar Laub. «I post dedicati al podcast ottengono un’ottima visibilità».
Nei giorni successivi alla registrazione Fabio Nay, titolare di Life Fabrik, e il suo team si dedicano alla post-produzione. Ed è qui che entra in gioco una precisione quasi chirurgica: vengono eliminati respiri troppo marcati, corretti piccoli lapsus e rifiniti singoli tagli video.
Due settimane più tardi, la puntata viene infine pubblicata online. Nel frattempo, il team è già impegnato già da giorni nella pianificazione dei prossimi temi e ospiti. Un episodio di podcast non è il frutto del caso: è un accurato processo giornalistico, che comprende ricerca, costruzione narrativa, tecnica, redazione e una costante ricerca della migliore forma di racconto. Soprattutto, è un lavoro di squadra. E, come in un’orchestra, quando tutti gli strumenti si fondono in un tutt’uno armonico nasce qualcosa d’importante: voci autorevoli che vengono ascoltate.