Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU compiono dieci anni: a che punto si trova la Svizzera?
Nel 2015 tutti gli Stati del mondo, tra cui anche la Svizzera, si sono impegnati a perseguire 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Lo scorso mese il Consiglio federale ha presentato un rapporto nazionale che illustra lo stato di avanzamento dell’attuazione di questi obiettivi in Svizzera. Sebbene siano stati registrati alcuni successi, le prospettive rimangono poco incoraggianti.
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Chi non li conosce? I 17 riquadri colorati degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) (Sustainable Development Goals, SDG) delle Nazioni Unite. Varati a settembre 2015 in occasione del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a New York, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2016. Gli OSS perseguono il raggiungimento di tre obiettivi sovraordinati entro il 2030: lo sradicamento della povertà estrema, la riduzione delle diseguaglianze e la protezione del pianeta. A differenza dei precedenti Obiettivi di sviluppo del millennio (Millenium Development Goals, 2000-2015), gli OSS si rivolgono a tutti gli Stati e non soltanto ai Paesi in via di sviluppo.
La Svizzera e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile
Meno noto è probabilmente il fatto che la Svizzera abbia svolto un ruolo attivo nell’elaborazione dell’Agenda 2030. Ha infatti coordinato il processo di consultazione a livello mondiale e si è impegnata in particolare per gli obiettivi relativi ad acqua, salute, parità di genere, pace e società inclusiva, migrazione, nonché produzione e consumo sostenibili. Anche il capitolo «Follow-up e revisione» reca un’impronta marcatamente elvetica. La Svizzera si è quindi impegnata a recepire e adottare l’Agenda 2030, ponendosi obiettivi nazionali ambiziosi.
Rapporto di valutazione nazionale 2026: progressi e sfide
Il 13 maggio 2026 il Consiglio federale ha pubblicato il Rapporto di valutazione nazionale 2026. Questa relazione, pubblicata su base volontaria ogni quattro anni, presenta un quadro in chiaroscuro sull’attuazione degli OSS: da un lato, attraverso nuove strategie, adeguamenti delle basi legali e strumenti di promozione la Confederazione ha creato le condizioni quadro per sviluppi positivi in settori quali l’economia circolare, le energie rinnovabili o la parità di genere. Dall’altro lato, nelle attuali condizioni il raggiungimento di alcuni obiettivi centrali appare difficilmente realizzabile nel lasso di tempo inferiore ai cinque anni che resta ormai fino al 2030. Ciò riguarda in particolare il consumo sostenibile, il clima, la riduzione della povertà, gli alloggi a prezzi accessibili e la lotta alla discriminazione. Anche lo stato della biodiversità continua a essere giudicato insoddisfacente a causa delle pressioni esercitate da fattori quali l’agricoltura, le infrastrutture, le specie invasive e il cambiamento climatico. In questo contesto, lo scorso anno l’ASB ha pubblicato uno studio che illustra possibili modalità di finanziamento per il raggiungimento degli obiettivi in materia di biodiversità sul piano nazionale e internazionale.
Difficile sprint finale
Il fatto che, nel Rapporto di valutazione nazionale, la Confederazione definisca gli OSS ormai soltanto come un quadro di riferimento preoccupa molti attori dell’economia, della scienza e della società civile. Per quanto sia vero che la gestione delle attuali sfide geopolitiche richiede una grande attenzione e notevoli risorse, un allontanamento dagli OSS sarebbe tuttavia una scelta miope e, in ultima analisi, costosa: l’economia svizzera, incluso il settore bancario, ha infatti già compiuto notevoli sforzi per realizzare la necessaria trasformazione verso un’economia sostenibile. Per poter proseguire su questa strada occorre ora una piena certezza della pianificazione. Soltanto in questo modo sarà possibile dare il la alle innovazioni e garantire quindi la competitività e la sicurezza dell’approvvigionamento. Sulla stessa linea si colloca anche il Controllo federale delle finanze, che nel suo ultimo rapporto raccomanda infatti un’attuazione coerente ed efficace della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 nonché il ricorso a leve strategiche efficaci.
Già al momento dell’adozione degli OSS nel 2015 era apparso chiaro che la loro realizzazione avrebbe rappresentato una sfida impegnativa. Le sfide geopolitiche ed economiche avevano infatti già allora smorzato l’ottimismo iniziale. Per questo è oggi tanto più importante mantenere dritta la barra del timone, anche oltre il 2030.