Un progetto mastodontico entra nella fase successiva
Markus Staub, responsabile Regolamentazione prudenziale, ripercorre l’iter finora compiuto dal pacchetto di misure del Consiglio federale sulla stabilità delle banche e illustra le prossime tappe in programma nei mesi a venire.
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Pacchetti normativi delle dimensioni di quello sulla «stabilità delle banche» sono rari. Si tratta di gran lunga del più importante cantiere legislativo nell’ambito della regolamentazione bancaria svizzera. La sua rilevanza scaturisce dall’ampiezza tematica delle misure proposte dal Consiglio federale, dal loro potenziale impatto su tutte le banche e dalle notevoli conseguenze prodotte dalle nuove prescrizioni sul piano operativo e macroeconomico.
In aprile il Consiglio federale ha presentato da un lato le proprie decisioni a livello di ordinanza (Ordinanza sui fondi propri), dall’altro il messaggio concernente il trattamento in termini di capitale delle partecipazioni estere detenute da banche di rilevanza sistemica (misura 15). In altre parole, mentre le misure a livello di ordinanza sono ormai perlopiù concluse, soltanto uno dei provvedimenti dell’intero pacchetto si trova in fase di deliberazione parlamentare. Questa attuazione per tappe è purtroppo tipica del dossier «Stabilità delle banche» e complica una valutazione complessiva e uniforme delle ripercussioni economiche e dei costi.
Proprio a livello di ordinanza, dove le tematiche vertono ad esempio su questioni di valutazione o di obblighi d’informazione, il settore finanziario e ampie parti dell’economia reale erano concordi su un punto: le misure originariamente previste sarebbero andate ben oltre l’obiettivo perseguito e avrebbero seriamente compromesso la competitività internazionale delle banche. È quindi positivo che il Consiglio federale abbia tenuto conto di queste preoccupazioni su aspetti essenziali.
Il Consiglio federale ha inoltre deciso di differire gli adeguamenti relativi agli strumenti di capitale AT1 (Additional Tier 1), in modo da poter monitorare prima gli sviluppi a livello internazionale. Il settore concorda con l’Esecutivo sul fatto che gli strumenti di capitale AT1 (Additional Tier 1), che in caso di crisi assorbono le perdite e possono quindi apportare un notevole valore aggiunto nella fase di stabilizzazione di una banca, debbano essere armonizzati sul piano internazionale.
In prospettiva futura, l’enfasi si concentra ora su altre due importanti tappe dell’operato della Confederazione: in primo luogo, in agosto è previsto l’avvio della procedura di consultazione relativa alle restanti misure a livello di legge. Tale iter riguarderà una molteplicità di temi, in particolare negli ambiti di corporate governance e recovery & resolution. In linea di principio sosteniamo sia l’introduzione di un regime di responsabilità (Senior Managers Regime), sia il miglioramento della capacità di risoluzione delle banche di rilevanza sistemica. Al contempo continuiamo ad attribuire grande importanza al fatto che le misure siano proporzionate e tengano adeguatamente conto delle diverse situazioni di partenza degli istituti.
In secondo luogo, un’ulteriore procedura di consultazione verterà su questioni legate alla liquidità, segnatamente in relazione all’approvvigionamento di denaro fresco in situazioni di crisi. Proprio alla luce della vicenda di Credit Suisse, nella quale gli aspetti legati alla liquidità hanno svolto un ruolo determinante, sosteniamo espressamente i miglioramenti proposti in questo ambito. Nell’era digitale, in cui le corse agli sportelli (c.d. bank run) possono verificarsi repentinamente e con un’accelerazione esponenziale, un accesso affidabile e agevole alla liquidità della Banca nazionale riveste un’importanza centrale. In questo contesto ci pronunciamo inoltre esplicitamente a favore dell’integrazione della garanzia statale in caso di dissesto (Public Liquidity Backstop) nel diritto ordinario. Per quanto riguarda tutte le questioni legate alla liquidità, sarà fondamentale garantire un adeguato grado di proporzionalità e destigmatizzare nella maggiore misura possibile il ricorso all’assistenza statale.
Nel complesso, il grande progetto «Stabilità delle banche» si trova in una fase particolarmente interessante: alcune misure sono già state deliberate ed entreranno in vigore a breve. La maggior parte del pacchetto sarà invece posta in consultazione soltanto a partire dall’estate, e nel corso dei prossimi anni seguirà poi il consueto iter parlamentare. L’Associazione svizzera dei banchieri continuerà anche nella prossima fase delle procedure di consultazione a impegnarsi con determinazione a favore di soluzioni efficaci, credibili e proporzionate. Il filo conduttore rimane la ricerca del giusto equilibrio tra stabilità del sistema e competitività.